L’Azienda
L’Azienda Agricola “Subida di Monte” domina un’erta del Collio: territorio nobile del vino caratterizzato da preziosi pendii – marne ed arenarie eoceniche – tra Isonzo e Judrio, dove i vigneti baciati dal sole sono protetti dall’abbraccio delle Alpi Giulie e accarezzati dalle brezze salmastre dell’Adriatico. Luigi Antonutti, uno dei decani del vino friulano, ha passato la conduzione dell’Azienda ai figli Cristian e Andrea, i quali si occupano personalmente della conduzione dei vigneti e della cantina. L’obiettivo è quello di produrre vini nel massimo rispetto della natura e del territorio. Da alcuni anni, quindi, non vengono più utilizzati prodotti chimici di sintesi. La gestione dei vigneti prevede solamente l’impiego mirato di concimi organici naturali, l’inerbimento controllato e per la difesa contro le crittogame vengono utilizzati solo prodotti a basso impatto ambientale quali zolfo e rame. Le uve vengono raccolte esclusivamente a mano, la vinificazione avviene prevalentemente in vasche di acciaio con controllo della temperatura di fermentazione mentre l’affinamento prevede la sosta dei vini sulle fecce totali fino al periodo di imbottigliamento. Vengono prodotte annualmente in media 50-55.000 bottiglie ottenute da circa 10 ettari di vigneti a diverse densità di impianto (4000-7000 viti/ettaro). Il vino sta crescendo di immagine e significato, è alimento di pregio, occasione d’incontro e di conversazione, scienza di abbinamenti enogastronomici, omaggio di considerazione, espressione di cultura. L’Azienda “Subida di Monte” tiene fede alla tradizione del Collio, puntando su linearità ed equilibrio. Tenendo conto che la sua produzione sarà sempre quantitativamente limitata, saprà continuare a proporre un calice fragrante, integro e ricco di seduzione in cui ritrovare, con una vena di buonumore, la parte migliore di noi stessi.
La zona di produzione
Il Collio è quella fascia collinare in provincia di Gorizia che si estende a ridosso del confine con la Slovenia, fra i fiumi Isonzo e Judrio in un susseguirsi di pendii esposti a mezzogiorno, particolarmente adatti ad una viticoltura specializzata e pregiata. La presenza alle spalle delle Alpi Giulie, concorre a creare una barriera protettiva dai venti settentrionali, la vicinanza dell’Adriatico influisce positivamente, evitando rapide escursioni termiche e contribuendo ad un clima mite e temperato. Altro elemento positivo è la composizione del terreno, costituito di marne ed arenarie giunte in superficie a causa dell’affioramento dei fondali dell’Adriatico nel periodo terziario. Sotto l’azione degli agenti atmosferici queste formazioni rocciose si trasformano in terriccio prima grossolano, poi sempre più fine diventando substrato ideale per la viticoltura. La naturale inclinazione dei pendii permette un apporto idrico adeguato ad una produzione qualitativamente ottimale. Le particolari condizioni ambientali favoriscono lo sviluppo della viticoltura fin da tempi antichissimi. L’avvento dei Romani diede un maggior impulso con l’introduzione di nuove tecniche e di rare qualità di uve; la produzione di vini, intorno al III sec. d.C. era già affermatissima e continuò anche durante il periodo della Serenissima e della dominazione degli Asburgo.La viticoltura moderna ebbe inizio nella seconda metà del 1800, per opera del conte Teodoro Latur che sostituì alcuni vitigni locali di scarsa qualità con altri di maggior pregio. Questo permise di impostare una produzione sui tradizionali canali di serietà e qualità trovando spazio sul mercato dei vini di pregio.